La bagarre. Raccontare la battaglia sportiva

di Daniel Bonazzi

 

La fatica e le emozioni che si provano a scalare una montagna o nell’esplorare luoghi remoti della terra hanno almeno una caratteristica comune, sono imprese che per ritenersi tali, devono anche essere raccontate. Non è abbastanza perciò vivere un’esperienza mozzafiato per rendere memorabile un’avventura, bisogna anche poter narrare ciò che succede, per dare qualcosa di cui nutrirsi agli assetati di racconti e far vivere emozioni a chi è pronto ad ascoltare cosa si ha da dire.

 

Nell’appuntamento del 16 Settembre trascorso in compagnia di Emilio Previtali, direttore di Rouleur Italia, alpinista, ciclista, scrittore, giornalista e storyteller, si è parlato di sfide, di come si prepara un’impresa sportiva e cosa significa unire scienza e sport.

 

Emilio di avventure da raccontare ne ha parecchie e la sua abilità di scrittore gli permette di esprimere al meglio l’essenza delle sfide. La sua passione per la scrittura, infatti, è nata proprio per portare con sé, al rientro, qualcosa che potesse essere in parte rivissuto. Scendere da montagne come lo Shisha Pangma e i suoi 8'027 m s.l.m. con una tavola da snowboard, esplorare luoghi tra i più remoti della terra come le isole Antipodi in Nuova Zelanda e prendere parte a svariate spedizioni di montagna, risultano tutte esperienze da mettere nero su bianco.

 

Per raccontare esperienze di questo tipo bisogna anche fare e per fare si deve sapere. In questo anello della catena si inserisce inevitabilmente la scienza, la tecnologia e l’innovazione.

 

Attività come l’alpinismo, fino a poco tempo fa, erano concepite come un credo e un vero e proprio stile di vita, oggi per alcuni ancora lo è, ma per altri è uno sport per atleti, dove preparazione fisica e mentale sono fondamentali.

 

 

Le sfide moderne hanno portato la scienza a dare il meglio di sé sul campo della prestazione fisica e non solo, aumentando l’asticella delle aspettative verso un’atleta o verso chi comunque intraprende determinate sfide.

Lo sport è ormai strettamente correlato alla scienza, settori come quello della medicina e i nuovi metodi di preparazione atletica hanno portato novità come la camera ipobarica o una dieta corretta e mirata ad un’attività specifica, per raggiungere obiettivi sempre più lungimiranti.

 

Il progresso scientifico ha dato vita anche a nuove tecnologie ed equipaggiamenti all’avanguardia che consentono ad un’alpinista di ottenere previsioni meteorologiche in tempo reale, comunicare con i campi base o gestire temperature estreme con abbigliamento tecnico.

 

Si è parlato di montagna ma anche di sfide ciclistiche, di come si può applicare l’analisi fluidodinamica in una galleria del vento ad un ciclista, che per risicare quelle frazioni di secondo fondamentali per segnare un nuovo record di tempo, deve affidarsi a tecnologie tra le più avveniristiche.

 

Proprio nell’ambiente ciclistico, la nutrizione svolge un ruolo decisivo e impone diete calibrate al millesimo.

 

Parlare di biciclette però non significa solo competizione, diete ferree e allenamenti per superare sé stessi o gli altri, ma anche condivisione e pace: “Nessuna battaglia è mai stata compiuta con soldati che si muovono in bicicletta” ci dice Emilio, ribadendo che un ciclista è un amico, qualcuno che sconfina i propri territori per visitarne altri con la certezza di trovare altri amici, in bicicletta o no, e condividere percorsi, nuove sfide ed esperienze uniche.


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