Guida Galattica per Astronautə - Le due cose fondamentali

di Luca Perri

 

16 giugno '63. La missione Vostok 6 lancia nello spazio la prima cosmonauta donna della storia, Valentina Tereškova.
Ai sovietici, però, delle pari opportunità non importa troppo, la loro è solo propaganda. Nel programma spaziale U.S.A. sono stati selezionati i cosiddetti “Mercury 7”: 7 uomini, piloti, militari, ciascuno dei quali vola nello spazio per poche ore o addirittura minuti. I sovietici mandano quindi una donna, non pilota, civile (una sarta), per quasi 3 giorni (più di tutti i militari uomini americani messi assieme).

 

 

Che la loro non sia attenzione alla questione di genere è chiaro, se si pensa che prima di vedere una seconda cosmonauta donna nello spazio bisognerà aspettare il 19 agosto ’82, 19 anni dopo. Alla NASA catalogano la cosa come inutile propaganda e rimangono quindi imperturbabili, sulle pari opportunità.

Nel 1960 il medico “Randy” Lovelace seleziona 13 giovani pilote con oltre 1000 ore di volo. Vuole capire come queste reagiscano ai test per i candidati astronauti. La risposta è che reagiscono molto bene. Anche meglio degli uomini, sotto alcuni aspetti.

 

 

La rivista Life pubblica la storia delle “Mercury 13” e la NASA, immediatamente, risponde che le donne astronaute “non sono una priorità”. Non si sa come far fare loro pipì nello spazio, viene detto. I maschi la fanno con un imbuto in un sacchetto. Evidentemente gli ingegneri aerospaziali sanno progettare navette spaziali, ma non imbuti per donne.

 

 

La prima donna statunitense ad andare sarà Sally Ride, a 20 anni dalla Vostok 6: 18 giugno '83. Gli ingegneri di volo le faranno un regalo: un apposito set trucco per lo spazio. Una delle due cose fondamentali per una donna, a senso loro. L"altra? Le chiederanno se, per una settimana di missione, 100 assorbenti siano il numero giusto. Sai mai si debba arginare un"emorragia dall"arteria femorale.

 


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Guida Galattica per Astronautə

con Licia Troisi e Luca Perri