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Contaminazioni Contemporanee compie vent’anni: musica, mostra fotografica e musica accanto alla scienza di BergamoScienza

 

Scienza e musica tornano a dialogare. Giunto alla ventesima edizione, Contaminazioni Contemporanee, il festival internazionale di musica contemporanea diretto da Alessandro Bettonagli, affianca anche quest’anno BergamoScienza, a dimostrazione di come discipline apparentemente lontane possano incontrarsi e arricchirsi a vicenda.

 

Fin dalle prime edizioni il festival ha scelto di intrecciare culture e tradizioni diverse, dal mondo mitteleuropeo a quello orientale, alla ricerca di sonorità capaci di condurre il pubblico verso un altrove sempre nuovo. In vent’anni la musica è diventata parte integrante dell’identità di BergamoScienza, a testimonianza di come la contemporaneità nasca dall’incontro di sguardi, sensibilità e linguaggi differenti.

 

La mostra: vent’anni di festival negli scatti di Luciano Rossetti

Per celebrare il traguardo, da sabato 26 settembre a venerdì 23 ottobre sarà visitabile la mostra fotografica di Luciano Rossetti, che racconta due decenni di Contaminazioni Contemporanee attraverso uno sguardo attento e sensibile: i momenti intensi delle performance, i gesti dei musicisti, la concentrazione che precede l’esecuzione, il dialogo silenzioso con il pubblico. Le immagini non si limitano a documentare, ma diventano frammenti visivi che restituiscono la vitalità e la complessità della musica contemporanea, invitando a osservarla anche con gli occhi, oltre che con l’ascolto.

 

Per informazioni sulla mostra: https://bergamo-scienza.easy-links.org/VNOT

 

I concerti

Giovedì 1 ottobre, ore 22.30: Evgueni Galperine, “Theory of Becoming”. Nato tra Russia e Ucraina e parigino d’adozione dal 1990, Galperine firma una delle prove più originali ed evocative della sua carriera. Il compositore trasforma registrazioni effettuate con strumenti reali e virtuali in una “realtà aumentata” di strumenti acustici, tra resilienza, speranza, viaggi dell’anima e foreste incantate ispirate a Max Ernst. Sul palco sarà accompagnato dal sassofonista Sylvain Rifflet. Appuntamento presso CULT! Auditorium.

 

Venerdì 2 ottobre, ore 21.00: Anouar Brahem, “After the Last Sky”. Quando anche l’ultimo cielo è perduto, dove trovano rifugio gli uccelli, e con essi la memoria di una terra? Un progetto musicale intimo interroga l’esilio e l’assenza attraverso oud, violoncello, pianoforte e contrabbasso, in composizioni radicate nella tradizione araba ma aperte al mondo: un ascolto reciproco che diventa poesia sonora, tra radici, distanza e ricerca di un nuovo orizzonte. Appuntamento nella Basilica di Santa Maria Maggiore.

 

Sabato 3 ottobre, ore 21.00: Duo Gazzana, Pärt, Messiaen, Gourzi, Silvestrov, Bach. Sorelle dalla nascita e complici in musica, Natascia e Raffaella Gazzana coltivano un’intesa che va oltre il legame familiare: la critica ne loda una rara autenticità interpretativa, che non lascia spazio al superfluo. Il duo torna con un nuovo programma per violino e pianoforte, tra slanci drammatici, sospensioni contemplative e pagine di intensa gioia. Anche questo concerto si terrà nella Basilica di Santa Maria Maggiore.