Come vola una barca a vela?

di Simone Iovenitti

 

L'AC75 Luna Rossa è certamente la barca a vela per eccellenza su cui ha navigato il cuore di ogni italiano. Abbiamo seguito le sue imprese e ci siamo emozionati a vederla volare diversi centimetri sopra il pelo dell'acqua. Sembrava quasi una magia, ma in realtà era tutt'altro. Luna Rossa è uno di quei casi in cui lo sport è ormai tutt'uno con la tecnologia e la ricerca scientifica d'avanguardia: oltre alle capacità delle persone in regata, a sfidarsi sono le massime espressioni della fisica e dell’ingegneria. Con Bergamo Scienza siamo andati a scoprire i segreti che si celano tra le vele e lo scafo di questa imbarcazione, per conoscere la scienza che si porta a bordo e capire quindi definitivamente come vola una barca a vela.

In questo viaggio siamo stati accompagnati da tre persone del team di Luna Rossa, che si occupano di ambiti molto diversi tra loro, ma ugualmente importanti. Il primo di questi è Umberto Molineris, un membro dell’equipaggio e nello specifico un “grinder”, nonché “trimmer” della vela di prua. In quanto grinder Umberto si occupa di alimentare con la sua forza fisica i meccanismi che producono a bordo l’energia necessaria ad azionare i pistoni idraulici ed altri dispositivi fondamentali per la navigazione. Nel frattempo, in quanto trimmer, Umberto deve anche costantemente controllare lo stato della vela di prua, e regolare attentamente la sua forma e la sua tensione: il suo obiettivo è sfruttare al massimo l’energia del vento, che scorrendo sul tessuto in carbonio della vela fornirà alla barca la massima spinta per procedere. Solo quando le vele sono regolate al meglio il rendimento dell’imbarcazione è ottimale, questo lo sa bene il nostro secondo accompagnatore, Andrea Bazzini, che per Luna Rossa ha sviluppato un software specifico per capire se le vele stanno spingendo al massimo oppure no. Il software di Andrea prende le immagini di alcune telecamere istallate a bordo che inquadrano le vele: osservando la forma delle strisce rosse orizzontali disegnate sul tessuto nero, il software ricostruisce la geometria della vela e fornisce i parametri aerodinamici per capire come migliorare la sua regolazione.
Durante le prove queste indicazioni vengono comunicate all’equipaggio, che si allena dunque a mantenere la vela nella migliore condizione possibile. Il compito di Andrea però non si esaurisce qui, perché lui ha realizzato anche un programma impiegato durante la regata vera e propria: il racing software.

 

 

Misurando il vento e la posizione di Luna Rossa in ogni istante, il software sa calcolare qual è la rotta migliore da seguire nel campo di regata, sfruttando al meglio le potenzialità dell’imbarcazione. Compatibilmente con le difficoltà, la fatica e gli imprevisti, l’equipaggio tenta di seguire perfettamente la rotta ideale, così da garantire la massima resa dell’imbarcazione e farla volare veloce verso il traguardo. Sì, volare, perché lo scafo di Luna Rossa le permette di sollevarsi sul pelo dell’acqua e navigare sospesa come fanno gli aerei. Questo ce lo spiega il nostro terzo e ultimo ospite, Marcello Persico, CEO di Persico Marine, la ditta che ha realizzato le ali di Luna Rossa, i cosiddetti “foil”. Marcello ci ha spiegato che ci sono due parti strutturali che compongono i foil: gli “arm” e le “wing”. I primi sono gli elementi a forma di S che si diramano dallo scafo, come fossero delle vere e proprie braccia. Questi arm sono stati progettati per sostenere dei carichi impressionanti, di decine di tonnellate, e Marcello ci ha mostrato i test di rottura che sono stati eseguiti per validare questi componenti. Gil arm collegano lo scafo a quella parte strutturale che invece permette davvero all’imbarcazione di alzarsi in volo: proprio per questo motivo essa è stata chiamata wing. Si tratta di un componente in carbonio dalla forma allungata, perpendicolare all’arm, che immerso nell’acqua si comporta esattamente come l’ala di un aereo nell’aria: il flusso di fluido sul suo profilo produce una spinta dal basso verso l’alto denominata “portanza”, talmente intensa da sollevare l’imbarcazione con tutto il suo equipaggio. Adesso abbiamo finalmente capito dunque come vola una barca a vela: spinta dalla forza del vento e sorretta dalla portanza generata in acqua dai foil.

Vedere un certo fenomeno per la prima volta provoca sicuramente un grande stupore nella nostra mente. Noi pensiamo però che conoscere la sua spiegazione possa essere altrettanto entusiasmante e di gran lunga più soddisfacente. Per questo motivo, anche se non smetteremo mai di meravigliarci della Natura e saremo sempre affascinati dalla bellezza di queste eleganti imbarcazioni volanti, siamo davvero felici di aver compreso il loro funzionamento e di avervelo raccontato... così lo sapete :)


 


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